Smart Citizen e il caso degli Apps per i servizi cittadini

Si parla molto di Smart Cities come espressione di una nuova volontà politica per l’ammodernamento della città attraverso complesse infrastrutture informatiche per una gestione ottimale dell’energia, dei trasporti, dei rifiuti ecc. Questi scenari spesso però trascurano il ruolo centrale dei cittadini – Smart Citizen – come protagonisti delle trasformazioni urbani attraverso nuovi comportamentali collettivi. In questo caso l’attenzione si deve spostare dalle grandi infrastrutture ai variegati ecosistemi di applicazioni Smartphone per scopi che vanno dalla gestione a distanza degli elettrodomestici al coordinamento di servizi di assistenza agli anziani.
Benché molto pubblicizzate, tali applicaizoni spesso evidenziano l’ingegno degli inventori ma difficilmente formano un insieme coerente per una politica integrata dei servizi e ancora più raramente fanno parte di una strategia mirata di rinnovamento del rapporto tra amministrazione e cittadini. Una vera politica Smart City deve quindi coordinare i processi di co-progettazione tra i servizi dell’amministrazione comunale, i cittadini, le imprese e le associazioni fruitori dei servizi e infine la comunità di sviluppatori di applicazioni.
La ricerca di un metodo per garantire la coerenza delle politiche per i servizi innovativi può avvalersi dell’approcio Living Lab identificando specifici ambiti urbani in cui la città viene vissuta dai cittadini. Le “arene” del progetto EU Periphèria definiscono tali ambiti – “Smart Street”, “Smart Square”, ecc – come spazi archetipali entro i quali i diversi portatori di interesse possano “rinegoziare” i rapporti reciproci e co-progettare i servizi e le applicazioni a supporto dei nuovi modi di vivere e lavorare. Potrebbe applicarsi questo approccio ai luoghi oggetto di progetti pilota o scelti dalla nuova giunta come il Castello di Maredolce a Brancaccio o il Parco della Favorita? Quali scenari di servizi emergono dall’idea di trasformare Maredolce o la Favorita in un Living Lab? Quali sono le condizioni necessari ad avviare la sperimentazione concreta a breve?

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Da quello che ho capito in sintesi la proposta emersa dal workshop è:

1. In riferimento al bando MIUR social innovation che assegna fino ad 1 milione di Euro per lo sviluppo di applicazioni di rilevanza alle tematiche Smart City da parte di giovani sotto i 30 anni

2. L'idea è di creare le condizioni per il massimo numero di giovani nelle nostra comunità (la comunità dei Living Lab italiani) di avere approvato il progetto, con un insieme di progetti tra loro coordinabili e trasferibili in altri contesti, attraverso un'azione coordinata della rete INoLL (Italian Network of Living Labs)

3. Per fare ciò si attivano le Living Lab in tutta la rete italiana per mobilizzare gli stakeholder, con particolare riferimento agli enti locali ed ai cittadini in una logica Smart City, per avviare processi di co-design per identificare le tematiche da affrontare e far nascere idee progettuali più vicini alle esigenze dei cittadini

4. Le proposte che nascono da questa iniziativa vengono poi "certificati" con una lettera dal LL di riferimento e le eventuali progetti vincenti si impegnano alla collaborazione tra loro e con i LL di riferimento nel corso dello sviluppo del progetto.

I vostri commenti sono più che benvenuti, credo che i partecipanti al workshop degli altri LL italiani sono interessati a sviluppare insieme una proposta su queste linee.

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